TV e running: Kilian Jornet, Path to Everest - Da 0 a 42 - Il mio podcast sul running

Dopo avervi raccontato qualche puntata fa di We need lungs, voglio proseguire con questo filone, raccontandovi di un altro film/documentario che ho visto “Kilian Jornet, Path to Everest”.In verità la corsa non è la protagonista principale di questo film. L’argomento è più l’alpinismo estremo. Seppur Kilian sia decisamente famoso per le sue qualità di runner di endurance.Infatti, per gli amanti della corsa, Kilian Jornet non dovrebbe aver bisogno di presentazioni: è uno dei fondisti di corsa in montagna più forti di tutti i tempi, se non il più forte in assoluto. Ha vinto per 6 volte le Skyrunner World Series, con 34 vittorie parziali di gara. Oltre a questo, si è reso protagonista di svariate imprese vincenti a livello di skyrunning, ultramaratone e corsa di endurance in ogni sua forma.Ma Kilian si annoiava a vincere sempre. Ed allora ha dato il via al progetto “Summits of my Life”, che lo ha visto impegnato nel tentativo di migliorare i record di salita e discesa in autosufficienza di alcune fra le più note e alte montagne della Terra: Monte Bianco, Cervino, Aconcagua, Monte McKinley, Everest.Ed è di quest’ultima scalata solitaria che si parla in questo film, dove i paesaggi e la fotografia sono davvero mozzafiato, specie per gli amanti della montagna.Tuttavia, solo l’ultima parte si concentra su questa avventura.La prima metà di film, invece, ci permette di scoprire meglio il personaggio Kilian Jornet. Con le testimonianze di persone: a partire dalla mamma, arrivando alla sua compagna, passando per vari compagni di viaggio.Ma anche proprio con le sue parole in viva voce: si parte proprio dall’infanzia, nella quale vediamo un Kilian già nato con una predisposizione particolare per questa tipologia di attività, arrivando sino ai giorni nostri.Paradossalmente, è la parte che mi è piaciuta di più. Dove ho potuto scoprire meglio il carattere e le ossessioni di un personaggio mitologico del running contemporaneo.Nel film, si vede Kilian raccontare episodi felici, ma anche i suoi momenti bui, come ad esempio la morte del compagno Stéphane Brosse, proprio davanti ai suoi occhi, mentre stavano affrontando la prima sfida del “Summits of my Life”, il Mont Blanc Crossing, una traversata di due giorni dell'intero massiccio del Monte Bianco.E, dopo averci fatto entrare nella vita di Kilian ed aver così empatizzato un po’ con lui, il film svolta decisamente, focalizzandosi sull’Everest.Kilian ed il team arrivano nei campi base nel maggio del 2017. E qui, dopo qualche sopralluogo, Kilian tenterà per ben due volte nel giro di pochissimi giorni la scalata sul Tetto del Mondo, in solitaria e senza bombole di ossigeno.Per come si imparerà a conoscere il carattere decisamente particolare ed avventuriero di Kilian, si comprende bene come questo non sia assolutamente un traguardo, un punto di arrivo, ma piuttosto un nuovo stimolo verso nuove sfide estreme.Di questo film, della durata di un’ora e 24 minuti una piccola nota negativa, se vogliamo, è la lingua. Dato che il docu-film è quasi tutto parlato in catalano, con qualche sprazzo di inglese e francese. Ma niente paura: lo trovate tranquillamente con i sottotitoli in italiano su Amazon Prime Video.----------------------Seguimi!Canale Telegram: https://t.me/da0a42Instagram: https://www.instagram.com/da0a42/Facebook: https://www.facebook.com/da0a42/Strava: https://www.strava.com/athletes/37970087Sito: https://da0a42.home.blogOppure contattami!

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